Nel ricordo del passato
Esposta a «Between Art & Anthropology»,
Galleria Previtali, Milano
22 febbraio – 1 marzo 2025
A cura di Cristina Orsatti e Jacqueline Ceresoli
L’oggetto di studio preso in esame sono le miniere di zolfo dell’entroterra siciliano, precisamente del territorio nisseno.
Vengono analizzate le miniere Trabonella, Gessolungo e Iuncio-Tumminelli; nel territorio tra Canicattì e Riesi la miniera Trabia-Tallarita e nel territorio di Enna la miniera Floristella-Grottacalda. È significativo per me mostrare le condizioni delle miniere oggi, ovvero cumuli di ferro arrugginito completamente abbandonate e rese vere e proprie discariche a cielo aperto.
Studiare la storia delle «Solfatare», dalla loro creazione fino al loro declino, è fondamentale per fare un confronto tra il passato e il presente delle miniere prese in esame. Sono necessari interventi di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza anche il loro riciclaggio, interventi sulla manutenzione delle strutture minerarie in quanto instabili e soggette a crolli.
La mia ricerca è iniziata con la geolocalizzazione di tutte le miniere più importanti e ancora visibili nell’entroterra siciliano, ciò è stato possibile anche grazie all’utilizzo di carte topografiche IGM che mi hanno aiutata ad individuare i percorsi secondari per potervi accedere.
Per cercare di restituire un senso ma anche un’anima a questi luoghi è stato necessario studiare la loro storia e conoscere chi ha dedicato una vita intera alla ricerca storica sul tema delle miniere e dell’attività lavorativa dei minatori.
Ho frequentato per nove mesi questi luoghi, registrando attraverso il mezzo fotografico, non solo le condizioni attuali di ogni miniera ma anche le diverse relazioni che si instauravano con l’ambiente circostante. La relazione tra struttura industriale e paesaggio.
Lo scopo è quello di sensibilizzare, attraverso la mia ricerca fotografica, l’occhio umano a ciò che ormai abbiamo perso di vista: la storia delle miniere in Sicilia. L’intento della mia ricerca è quello di recuperare questi territori, rievocarli e ricomporli, di accompagnare attraverso le mie fotografie lo sguardo dello spettatore, nei luoghi dove ogni cosa visibile svolge un ruolo ben preciso.